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Che fine ha fatto l’opposizione?

 

Il 4 marzo ha sancito uno scenario politico del tutto diverso rispetto al passato: il superamento del bipolarismo storico con un sistema tripartitico, l’affermazione del nuovo (M5s) e del rinnovato (Lega), e la crisi degli schieramenti tradizionali. Il Pd e Forza Italia andarono male ma non malissimo, certo i risultati non furono molto soddisfacenti se paragonati al passato, ma in un momento di profonda crisi quei risultati potevano costituire un prezioso tesoretto di voti. Il Pd andò, tutto sommato, benone, ottenne circa il 18% dei voti con la quale aveva tutta la possibilità di far parte di una maggioranza di governo se avesse contrattato con qualcuno tra M5s e coalizione di centro-destra. Forza Italia andò male ottenendo solo il 15% dei voti, ma molto meno male se si considera lo striminzito 8% che, ad oggi, gli attribuiscono i sondaggi. Per sua fortuna, Forza Italia poteva contare sull’appoggio degli alleati che tutti insieme costituivano lo zoccolo duro della coalizione di centro-destra, nettamente più forte dell’insignificante coalizione di centro-sinistra, e addirittura più forte dei vincitori delle elezioni, il M5s. Tuttavia, quella coalizione che, a stento si reggeva grazie alla unificatrice figura di Berlusconi, si rivelò non solo inefficace ma anche inutile, tanto che ben presto si sarebbe dissociata a causa dell’emergere di posizioni  diverse e contrastanti. Ben presto il principale alleato, nonchè fondamentale serbatoio di voti, ossia la Lega, se ne sarebbe distaccato contrattando, con i più acerrimi nemici di B, il patto per far nascere il governo del cambiamento. A Berlusconi la cosa non piacque, ma forse neanche  dispiacque più di tanto, in questo modo avrebbe permesso all’Italia di uscire dalla situazione di stallo che si era venuta a creare nel postelezioni, avrebbe evitato  che il Capo di Stato sciogliesse le Camere proclamando nuove elezioni e quindi il rischio di ritrovarsi schiacciato da un Salvini turbomotore che, stando ai sondaggi, era dato in netta crescita a scapito di B, e avrebbe in tal modo, attraverso la figura di Salvini, condizionato alcune scelte del governo. E infatti, fin’ora, delle tanto annunciate misure anti-corruzione, anti-evasione fiscale, anti-conflitto d’interesse, non si è visto manco l’ombra, ma non si perdono le speranze giacchè non si può pretendere da un governo di soli due mesi quel che i precedenti governi non hanno, o non sono riusciti a fare. Pertanto, l’opposizione di Forza Italia, nei confronti del governo è tutt’altro che dura e costante. Salvini s’è allontanato per andare al governo, ma rimane il principale alleato e sarebbe autolesionismo criticarne l’operato, e infatti la linea dura sui migranti e la finta chiusura dei porti che chiusi non sono perchè è impensabile di chiudere i porti, piuttosto che critiche, ha ricevuto solo parole di sostegno.  E’ evidente che l’opposizione nei confronti dei provvedimenti del M5s suscita maggiore interesse, e infatti il decreto dignità non è scampato alle critiche più feroci e ai molteplici tentativi di modificarlo con numerosi emendamenti. E nel frattempo, in tutto ciò, la sinistra che fa? Dov’è finito l'”aventinismo” sfrenato e la preannunciata opposizione dura? Tutto si è lasciato andare a un dolce far niente, dell’opposizione dura non s’è visto manco l’ombra, e le iniziative personali dilagano, finendo spesso per sprofondare nella loro vana insensatezza, giacchè non c’è una linea condivisa dal partito. Renzi è in stato di estasi per il suo nuovo programma televisivo, non si interessa più di tanto di politica e, quando lo fa,  finisce per sparare a vuoto: qualche giorno fa ha dichiarato che il ministro del Lavoro in realtà è il ministro della Disoccupazione perchè il suo decreto legge dignità causerà, stando ai dati della relazione tecnica, la perdita di 80.000 posti di lavoro in dieci anni, ciò significa che se ne perderanno 8.000 l’anno, cifra più che sostenibile di fronte al milione di posti di lavoro precari creati dal suo Jobs Act.  Eccola la tanto annunciata opposizione dura del Pd: qualche iniziativa personale, qualche frase a effetto, e nulla di sensato. Forse, dalle parti del Nazareno, sono troppo impegnati a mangiare i popcorn, ma a forza di mangiare popcorn, si rischia di rimanere a secco ed essere costretti a guardare un cattivo film.

Di Federico Autunno

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