Il modo giusto per farsi rispettare in Europa

 

Il nuovo governo non ha esitato a fare la voce grossa con l’Europa. Si è subito caratterizzato per le  posizioni dure nei confronti dell’immigrazione contrastando in maniera decisa la libertà di azione di cui le Ong hanno goduto in questi anni. Sebbene c’era da aspettarselo, la durezza con cui il governo ha affrontato la questione dei migranti ha suscitato grande scalpore in Europa. Dalle Gallie sono arrivate parole insensate, contraddittorie e, per certi versi, offensive nei confronti dell’Italia, per poi essere in parte rimangiate e, in parte, ribadite dal Capo di Stato francese. Le accuse reciproche tra i due paesi hanno preso il sopravvento, per più di una settimana la tensione tra Roma e Parigi è stata altissima sfiorando, addirittura, un sentore di crisi diplomatica. L’incontro che, proprio in quella settimana, sarebbe dovuto avvenire tra il Presidente del Consiglio e il Capo di Stato francese ha rischiato di saltare proprio a causa di quei battibecchi che si sono susseguiti tra i due paesi talvolta a colpi di dichiarazioni giornalistiche e talvolta a colpi di tweet, perchè oggi la politica si fa sui social e la diplomazia con i tweet. Per fortuna ha prevalso il buonsenso, l’incontro è avvenuto concordando su alcuni temi come l’esigenza di una profonda riforma del trattato di Dublino, ma gli attriti sono rimasti in particolare per l’operato del ministro dell’Interno. Tutt’oggi gli attriti rimangono, ma resta fondamentale la figura di mediazione del Presidente Conte che sa farsi rispettare con voce ferma e modi pacati. Sebbene il Presidente Conte non sia espressione di alcuna forza politica e non sia, in alcun modo, artefice del famoso contratto da cui nasce il governo, ma sia stato chiamato prevalentemente per svolgere la difficile funzione di mediatore tra i due poli e di garante del contratto, è certo che stia aderendo ai suoi compiti nel migliore dei modi. Tra gli istinti di Salvini e le pressioni di Di Maio, Conte svolge in maniera eccellente il suo compito di mediatore, la bilancia dell’equilibrio tra i due poli non sembra alterata di un millimetro e le direttive del contratto sono portate avanti con graduale costanza, serietà ed efficacia in modo da accontentare entrambe le forze politiche che formano la maggioranza. Conte ci sa fare con la mediazione e, soprattutto, in Europa sembra aver trovato la formula giusta ed efficace per far calare l’ago della bilancia dalla parte dell’Italia. E’ riuscito ad attirare l’attenzione dell’Europa sul tema dell’immigrazione che, fino ad allora, era rimasto un problema riguardante per lo più i paesi direttamente interessati, ossia quelli del Mediterraneo. Inoltre, grazie all’operato del nuovo governo, l’Italia si è guadagnata il sostegno della Germania sull’esigenza di una riforma di Dublino e sul fatto che occorre una solidarietà europea. Rimangono molti ostacoli ancora da superare, il motivo per cui gli immigrati registrati in Italia e fuggiti nel Nord Europa debbano essere rispediti in Italia è un chiaro segnale di mancanza di solidarietà per cui l’Italia non può permettersi di abbassare i toni. Rimane molta strada da fare ma la vittoria più grande per l’Italia e il nuovo governo sarebbe la totale riforma del trattato di Dublino.  Nel frattempo il governo lavora e inizia a ottenere i primi risultati.

Di Federico Autunno

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