L’ennesima disfatta delle sinistre

La sinistra non vince più, e i movimenti populisti dilagano senza alcun ostacolo. La scia populista è un fiume in piena che quando passa sembra travolgere tutto senza trovare alcun ostacolo nella debole sinistra che non ha più le forze per tentare di arginarlo. E così il fiume straripa e dilaga dappertutto. I ballottaggi delle ultime elezioni amministrative sono stati sentenziali per le sorti della sinistra rimediando sconfitte in tutti i principali comuni chiamati alle urne, a eccezione di Ancona, Brindisi e Teramo.  La sinistra perde dappertutto e a tutti i livelli: alle ultime elezioni politiche, la sinistra se l’è cavata con solo il 18% dei voti ottenuti dal Pd, a differenza del 29% del 2013 che gli permise di avere la maggioranza; alle ultime elezioni regionali, la sinistra ha ottenuto risultati negativi: in Sicilia, in Lombardia, nel Molise, nel Friuli Venezia Giulia, e in Valle d’Aosta, ottenendo la vittoria, seppur di misura, solo nel Lazio con il 32% del candidato Zingaretti a differenza del 31% del candidato di centrodestra. Il colpo di grazia è arrivato con le elezioni amministrative che hanno rivoluzionato l’intera geografia politica. Il declino della sinistra era iniziato con la chiara bocciatura ottenuta di fronte alla proposta di riforma costituzionale, al Referendum del 4 dicembre. E’ evidente che la sinistra italiana attraversa un periodo difficile e buio, forse il più buio della sua storia repubblicana. E il diroccamento di gran parte della storica fortezza rossa tosco-emiliana è l’emblema della profonda crisi che assale la sinistra. Il renzismo è solo una delle molteplici cause che sono alla base di tale crisi. La sinistra è da sempre un movimento politico in continua mutazione, nel corso degli anni ha cambiato veste in svariate circostanze, ma negli ultimi anni ha intrapreso un modello di politica più vicino al liberalismo di destra e tanto più distante dalle esigenze del popolo. La sinistra di oggi è una forza politica che si è progressivamente allontanata dalle sue radici distaccandosi dalle esigenze dei cittadini e assumendo posizioni, soprattutto in campo economico, orientate alla difesa dell’interesse capitalistico piuttosto che alla tutela dei lavoratori. Tra la sinistra e i cittadini si è venuto a creare un divario nel quale si è inserito in maniera netta il M5s, il quale sembra ereditarne alcuni tratti principali  rispetto alla sinistra attuale .  Tra le altre cause che hanno generato lo stato di profonda crisi delle sinistre, vi sono le posizioni troppo morbide e permissive nei confronti di un’immigrazione insostenibile che ha preso il sopravvento e che minaccia la sicurezza dei cittadini ed è fonte di malessere sociale di cui si alimentano le destre. Sono in crisi gli ideali della sinistra che in questi anni sono stati smentiti da una classe dirigente che, all’inizio sembrava voler strafare con politiche per modernizzare il Paese, ma il progetto è, in gran parte, fallito aumentando il precariato e lasciando il Paese in uno stato di profonda crisi sociale e di malcontento popolare. Ma, oggi, la sinistra è in crisi soprattutto perchè è in crisi la struttura politica di vecchio stampo: socialismo e liberalismo. E’ in crisi il bipolarismo classico che contrappone destra e sinistra. La destra liberale a cui eravamo abituati è stata sopraffatta da una nuova destra populista, nazionalista e sovranista,  a cui giovano le condizioni sociali ed economiche avverse che affliggono la società. La casta non ha dato risposte di fronte alle esigenze dei cittadini ed oggi si ritrova ad essere superata da una nuova classe politica da cui gli elettori si aspettano un vero cambiamento.

Di Federico Autunno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *