L’ “effetto Matteo” rischia di travolgere anche Salvini

E’ un periodo in cui la figura di Salvini prevale dappertutto. Sui giornali occupa, spesso, ampi spazi sulle prime pagine, sui social scrive, posta in continuazione e talvolta ci azzecca un video in diretta. In televisione fa lo stesso, sui tg domina la scena del primo piano, è sempre oggetto di discussione e spesso si permette pure il lusso di partecipare ai programmi in diretta (abitudine spesso inusuale per i ministri della Repubblica).  Salvini fa discutere, e molto. Fanno discutere le sue sparate che, ogni giorno puntualmente, e con una media sbalorditiva, affida ai social o ad altri strumenti di comunicazione. Hanno fatto discutere molto, nei giorni scorsi, le sue sparate sui rom, sulla volontà di fare un censimento e, in particolare, l’affermazione per il quale “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Il capo del Carroccio è in uno stato di grazia, in continua ascesa, con i sondaggi che lo danno in netta crescita e lo fanno sentire forte. E’ il capo di un partito politico che ha preso solo il 17%, meno del Pd e assai meno del M5s, ma che, paradossalmente, detiene le sorti, non solo della maggioranza di governo, ma dell’intera legislatura. Salvini sa che tutto dipende da lui e sa di avere la possibilità di giocare su due tavoli, a differenza degli striminziti 5stelle che, invece, se non si attaccano forte al governo rischiano di andare incontro, nella migliore delle ipotesi, all’ignoto mondo di nuove elezioni, e nella peggiore delle ipotesi, all’inevitabile declino. Nel frattempo il governo lavora e ottiene buoni risultati incassando, sul fronte dei migranti, l’appoggio della cancelliera Angela Merkel che, intanto, è alle prese con lo spettro di una nuova crisi di governo proprio a causa dell’immigrazione. Il capo della Lega, però, oscura il tutto con le sue sparate, dilaga da un campo all’altro talvolta intromettendosi in questioni che non gli competono, detta l’agenda del governo alla faccia del contratto, e non sembra porsi limiti. L’ultima, l’ha combinata sul tema dei vaccini, dichiarando che “dieci vaccini sono inutili e pericolosi, se non dannosi” contraddicendo la linea della ministra della Salute Grillo che ha contrattaccato rivendicando la competenza del proprio dicastero sul tema. Salvini continua a fare campagna elettorale, non è una sorpresa, salendo sui palcoscenici a proporre nuove idee e a dire cose di grande impatto mediatico. E’ panna montata, ma la panna montata, anzichè sciogliersi, sembra solidificarsi. Sebbene Salvini abbia dimostrato di essere un abilissimo politico, prendendo un partito locale radicato al nord con il 4% dei voti, trasformandolo in forza politica nazionale che ha preso il 17% dei voti e che risulta, stando ai sondaggi, in netta crescita, non ha ancora fatto i conti con le sue promesse, davvero difficili da realizzare. Nonostante il prevedibile pugno duro sul fronte dell’immigrazione e delle Ong, sostenuto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministro dell’Interno ha promesso 600 mila espulsioni di clandestini che non potranno essere realizzate perchè, non solo mancano i paesi disposti ad accettare i rimpatri, ma anche i soldi e l’organizzazione. Salvini rischia di inciampare nell’ “effetto Matteo” che è stato contagioso per Renzi e rischia di esserlo anche per lui.  L’impressione è che Matteo ( il milanese) abbia assunto gli stessi tratti comunicativi del suo omonimo fiorentino. Le “spacconatine” di Renzi al tempo della sua massima fioritura politica ne hanno sancito le sorti sia al referendum costituzionale sia alle ultime elezioni. Le “spacconatine” di Renzi non erano nulla in confronto alle “superspacconate” di Salvini, e chissà che l’apparente forza del capo leghista non si riveli, invece, un vero e proprio flop. Attenzione all’ “effetto Matteo” !

Di Federico Autunno

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