LA SVOLTA!

Un certo intellettualismo supermoralista è particolarmente attivo in questi giorni, dopo la vicenda della nave Aquarius. Si affanna a proporre visioni diverse del fenomeno migratorio rispetto alle idee dominanti nell’opinione pubblica. Si ostina a voler proporre letture degli avvenimenti “superintelligenti” che sfociano spesso in discorsi noiosamente patetici e eccellentemente inconcludenti. Gli intellettuali, giornalisti e scrittori di oggi, sventolano la bandiera della morale senza sapere, in fondo, neanche perchè lo fanno. Leggono gli avvenimenti secondo i criteri del pensiero unico dominante, spudoratamente moralista, senza tentare neanche di allontanarsi,  perchè in fondo il pensiero unico è sempre producente in termini di consenso e non espone agli inevitabili rischi della critica che, se arriva dagli ” ingorantotti”  del web può anche essere tollerata, ma se, invece, proviene dal gran mondo degli “intelligentoni” difficilmente viene digerita. Sono, inconsapevolmente, responsabili di un intellettualismo estremamente antidemocratico, poichè non ammette opinioni che siano divergenti con il pensiero unico dominante, dalla quale guai a scostarsi. Le loro analisi sono talmente orientate verso una lettura dei fatti secondo il criterio di “suprema morale” che non vedono ciò che accade ai loro occhi, o più semplicemente non vogliono vederlo.  Il loro argomentare è così morale così irreale, non tengono conto della realtà (se non quella africana della quale l’Italia non è più di tanto responsabile), tendono a evitare tutto quello che possa solo per un attimo rischiare di fargli cambiare idea. Se la prendono quando vengono definiti radical chic, anche se il termine li identifica alla perfezione dal momento che si affannano a sventolare la bandiera della “moralità immorale” e a proporre riforme o cambiamenti politici e sociali più appariscenti che sostanziali. Si illudono di risvegliare i sentimentalismi dell’opinione pubblica con le grandi campagne di sensibilizzazione ( monologhi, filmati, discorsi eclatanti ecc.), ma tutto quello che ottengono è l’esatto contrario. Ce n’è uno in particolare, Roberto Saviano, di cui sicuramente non si può dire che non sia un grande giornalista d’inchiesta, soprattutto per quel che riguarda i suoi libri sulla criminalità organizzata per cui è stato giustamente messo sotto scorta, al di là di quello che sostengono alcuni idioti del web. Saviano, però, ultimamente sta suscitando le antipatie della gente a causa delle incessanti campagne di sensibilizzazione: noiosissime, “supermoraliste”, lagnose e assolutamente lontane dalla realtà. Saviano inoltre, con le sue tesi sulla questione migratoria, contraddice in modo inconsapevole i suoi storici cavalli di battaglia sulla criminalità organizzata, dal momento che i migranti, una volta giunti in Italia, spesso e volentieri finiscono nelle mire delle associazioni criminali. Gli immigrati, inevitabilmente e involontariamente, portano degrado che si va ad aggiungere al degrado già esistente nel Paese. Quello che i grandi moralisti della penna non sembrano voler recepire è il messaggio d’allarme che proviene dalle sfere medio – basse dell’opinione pubblica per la quale la situazione dei migranti è diventata insostenibile e causa di forte malessere sociale. E se talvolta il messaggio viene recepito si provvede a individuarne le cause nel fatto che i cittadini italiani sono propensi al razzismo, alla xenofobia e alla paura dello straniero. Ovviamente niente di tutto questo è vero. In altri casi, la causa del malessere sociale che affligge gli italiani viene individuata nel fatto che Salvini semina odio. Anche questa tesi ovviamente è tutt’altro che vera, nonostante il segretario del Carroccio ci basi le sue “fanfaronatiche” campagne elettorali.  C’è un problema di fondo che sfugge ai grandi intellettuali del 21° secolo, gli immigrati causano malessere sociale perchè provengono da una cultura del tutto diversa e difficilmente possono essere integrati in una cultura millenaria come quella italiana e, quindi, si sfocia, inevitabilmente, in situazioni di conflitto sociale. Vi sono, poi, altre cause di carattere economico – gestionale per la quale è impossibile sostenere un fenomeno migratorio che ha raggiunto proporzioni storiche. E, infine, c’è la criminalità organizzata ma non solo, che con gli immigrati si arricchisce. Ecco perchè la decisione del governo Conte di chiudere i porti è assolutamente legittima anche per mandare un chiaro segnale a un’Europa troppo egoista, ma non basta. Bisogna ricontrattare con i paesi del Nord Africa ed esigere una maggior collaborazione in chiave europea. La svolta è vicina. Finalmente!

Di Federico Autunno

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