Nel 2009 è nata una speranza

Nel 2009 è nata una speranza. La democrazia è uno strumento bellissimo, a volte insano, perché fa credere a tutti di saper pensare. Sono passati troppi giorni dal termine delle elezioni che non hanno visto vincitori ma soltanto una marea di vinti. Gli ottimi risultati raggiunti da alcuni gruppi politici hanno cambiato radicalmente il panorama politico italiano, o almeno così si credeva, ma a volte per scrivere la storia bisogna ripassarla. Nel 2009 nasce un movimento apolitico, apartitico, tendenzialmente popolare e contro la casta. Nel 2009 nasce una speranza. Primi risultati scadenti, candidati poco competenti ma la rivoluzione è già in atto. Impossibilità di andare in televisione, nessuna intervista ai giornali, parla solo il gotha di questo partito e il suo guru. Nel 2012 il primo grande risultato, sedere nell’assemblea regionale sicula. Sulla scia di questo entusiasmo la primavera seguente il Movimento si propone come l’immagine del cambiamento italiano alle elezioni governative attestandosi intorno al 24% tra Camera e Senato, la svolta è servita, in un sistema tripartitico si va al governo. Dopo tanti proclami la speranza di una politica migliore è vicina. Si va alle consultazioni con lo sharing, si postano video e foto dei parlamentari: “ Non saremo nè di destra nè di sinistra, ci metteremo in fondo, dietro, così da poter vedere quello che fanno e mostrarlo al popolo italiano”. In quel video sharing c’è però la prima grande risposta : “non veniamo al governo con voi, politicanti, al governo ci andremo da soli, con il 51%”. – Giusto – dirà qualcuno, in fondo perché affrontare il cambiamento con il coltello dalla parte del manico, meglio rimandare, l’Italia può aspettare. “Il movimento valuta i programmi”: quelli di sinistra non andavano bene, come non erano attuabili le idee e non era rispettabile neanche ideologia, perché in quel video sharing non hanno ascoltato i programmi, troppo avulsi da una voce incessante che si era insinuata nella loro testa e ripeteva soltanto di mandare tutti affanculo. Un pò aggressivi forse, in fondo tra i grandi esperti della comunicazione del movimento c’era e c’è chi può annoverare una partecipazione da protagonista al GF e pertanto doveva alzare un pò i toni, il trash porta sempre share. Continuano le manifestazioni di Piazza, i V-Day, i Vaffa, viene portata avanti la politica del terrore, si mette in evidenza lo schifo della politica attuale. Tutti governi non eletti dal popolo, tutti presidenti del consiglio scelti a tavolino. Il Movimento è ancora quella speranza di cambiamento. Andranno al governo, con il 51% e l’Italia sarà salva. Cade Bersani, Cade Letta, arriva Renzi. Il video-sharing è ancora più crudo: “Noi non abbiamo rispetto di voi e delle vostre idee, noi non faremo mai niente con voi, non saremo vostri complici”. Nel bene e nel male però si arriva alla creazione di un governo, con qualche idea, troppi compromessi e la voglia di strafare. Poi le banche, le lobby, i vaccini tutta merda da proporre sui social. La televisione fa schifo, i giornali peggio, tutti giornalai e nessun giornalista, inchieste con le iene, rimborsi ai partiti, formazione del microcredito e reddito di cittadinanza: Il Movimento c’è, è vicino al popolo ma chi sbaglia viene epurato, espulso. La campagna referendaria è stato il punto più basso mai raggiunto negli ultimi vent’anni. Un referendum personalizzato sulla figura di Matteo Renzi e non sui temi, importanti. In quel referendum c’erano molti punti programmatici del Movimento che tutt’ora propone nel suo contratto di governo eppure l’obiettivo era quello di far cadere Matteo Renzi.Il governo Gentiloni ha creato una transizione silenziosa, lavorando nel giusto e con competenza, ma ancora una volta la macchina del fango ha messo in luce i CV di ogni ministro, di ogni sottosegretario, ha evidenziato la mancanza di competenze, di trasparenza. “E allora fatelo voi”. Il capo politico del Movimento On.Luigi Di Maio si autoconvoca dal Pres. Della Repubblica, propone la sua squadra di governo, è già Presidente del Consiglio :”non abbiamo poltrone da spartire”. Il 4 marzo il popolo italiano ha deciso, al governo ci devono andare i 5 stelle che con il 34% dei voti risultano i più votati. Il PD deve stare all’opposizione secondo la lettura di Renzi, ma ritengo precisare che probabilmente i suoi elettori non volevano perdere, semplicemente hanno creduto in quello che il partito proponeva. Trattativa serrata, infame. Di Battista rilancia da qualche parte del mondo, e rimbalzano i suoi video in cui dichiara guerra alla Lega, A Berlusconi, al PD, All’udeur, alla Democrazia Cristiana e anche al PCI.  Di Battista è una macchina da guerra, lo è sempre stato, senza peli sulla lingua, sempre a dire la verità, la sua verità quantomeno. Habemus Governum. Dopo 80 giorni di trattative, i pensatori, i politici, gli avvocati e tutti gli attivisti hanno partorito un Governo. Con la Lega. Lega che con un’interessante manovra di Marketing ha tolto la terminologia NORD dal suo simbolo, ha parlato di negri, di ruspe e di prima gli Italiani e si è presa voti su voti da Roma Ladrona, a Napoli Colera, a Palermo Mafiosa, al Cesso di Catanzaro, all’inquinata Taranto. Si firmano i contratti quinquennali, l’ingaggio verrà scoperto tra qualche anno. Presentazione alla stampa, fotografi, interviste, sembra quasi il colpo del secolo, la Serie A può stare tranquilla: “non abbiamo poltrone da spartire”. Gli inciuci sono di sinistra, le compravendite di voti sono di destra, i caminetti sono comunisti, i ricatti sono fascisti, la vecchia politica fa schifo, il Presidente del Consiglio lo sceglie il popolo e così i suoi ministri. Giuseppe Conte è il nome per la presidenza del Consiglio. Badate bene, non è colui che ci ha portato avanti agli Europei, è un nome che nessuno conosce, che nessuno ha votato, ma che merita di essere il Primo Presidente del Consiglio scelto da due forze politiche i cui Candidati Presidenti del Consiglio daranno mandato di governare, senza potersi scegliere la propria squadra e senza voce in capitolo, praticamente dopo anni di lotta alla Mafia abbiamo il primo Prestanome alla presenza del Consiglio dei ministri. E sapete di chi è la colpa? Sembra assurdo ma è di Matteo Renzi. Poteva ritornare al governo, poteva dimostrare di essere maturato e di non badare alle cagate e alla politica spicciola fatta dal movimento. Nessuno se la sarebbe presa per un atto di coraggio, perché per la prima volta avrebbe impedito a degli incompetenti di andare da soli al governo o peggio ancora di andare con altri incompetenti. Matteo Renzi ha distrutto il PD o quel che ne rimaneva, ha permesso la vittoria del poco, del becero, del populismo e non se ne è capito il motivo. Matteo Renzi mi ha deluso, perché aveva la capacità e l’intelligenza di fermare tutto questo. Degli altri non posso essere deluso, di chi si professa antivaccinista, di chi millanta reddito di cittadinanza e uscita dell’euro, di chi ancora parla di tornare alla lira e persino di una doppia moneta in Italia, di chi ci propone il federalismo, le ruspe e i cannoni per affondare persone in fuga da una guerra costruita da noi non posso ritenermi deluso perché non vi avevo riposto speranze. Nel 2009 è nata una speranza. Auguri a lei e alla sua famiglia, ma forse i proverbi popolari hanno ragione: Chi di speranza vive, disperato muore.

Di Francesco Ruggiero

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