Perché Renzi non può chiudere gli occhi e continuare a comportarsi come se fosse il leader assoluto del Pd?

Renzi continua a comportarsi da leader assoluto del Partito Democratico, come se il 4 marzo fosse andato tutto liscio, come se le dimissioni dichiarate nel post elezioni fossero solo un brutto ricordo, una sorta di atto formale praticamente mai realizzato. La conferma arriva direttamente da uno studio televisivo, durante un’intervista a Che tempo che fa, in onda ieri sera, condotta da Fabio Fazio l’ex presidente del Consiglio non si fa scrupoli e detta la linea del partito esprimendo la definitiva chiusura all’ipotesi di un governo con il M5S, facendo intendere una sostanziale contrarietà all’ avvicinamento tentato nelle ultime consultazioni e ignorando completamente la figura del segretario reggente Maurizio Martina. Solo in mattinata arriva la risposta del segretario incaricato di gestire la difficile fase in attesa del congresso che dichiara “è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema”, arrivano poi a raffica le dichiarazioni di altri esponenti di spicco come Dario Franceschini che su Twitter scrive “”È arrivato nel Pd il tempo di fare chiarezza. Dalle sue dimissioni Renzi si è trasformato in un Signornò, disertando ogni discussione collegiale e smontando quello che il suo partito stava cercando di costruire. Un vero leader rispetta una comunità anche quando non la guida più”, a cui fa eco Andrea Orlando che su Facebook commenta “Ha ragione Martina, non si può tenere un partito in queste condizioni se si ha a cuore il suo destino”. A questo punto la domanda sorge spontanea: Renzi si è dimesso ma di fatto continua a dettare la linea del partito, forse forte del consenso interno? L’altra domanda è: se Renzi dice di non voler fare il governo con il M5S e di essere favorevole a un governo istituzionale significa che è più favorevole ad un accordo con il centrodestra? Probabilmente si. Intanto la resistenza interna continua.

Di Federico Autunno

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